Si tratta di un articolo di Stefano Rodotà: "Una scuola che mai si accontenta".
"In quale scuola stanno per tornare gli studenti italiani? Una cosa è certa. Entreranno in una scuola impoverita nelle risorse umane e finanziarie. Questo è il segno di una disattenzione politica e di una regressione culturale che impediscono di cogliere anche gli effetti economici negativi dei mancati investimenti nella conoscenza.
In tempi di crisi economica, infatti, tutti i paesi consapevoli del loro futuro hanno mantenuto, e talvolta aumentato, le risorse destinate all’istruzione e alla ricerca, e così creano capitale sociale di qualità, producono brevetti. Perché, anche nel fondamentale settore dell’istruzione, l’Italia si sta allontanando sempre di più dagli altri paesi? Mi viene un sospetto. Insieme alla scuola, è tutto il settore della cultura a soffrire, a subire tagli. Sembra quasi che si ritenga inutile o fastidiosa la produzione di cultura “disinteressata”, non finalizzata direttamente alla produzione."
Che amarezza, in che tempi bui viviamo... questo nuovo millennio, per il momento anzichè avvicinarci alla luce, anzichè innalzare le nostre anime, sembra proprio che ci stia portando verso il basso, verso il baratro.
L'unico modo per mantenere un po' di ottimismo è pensare che... una volta arrivati davvero al fondo, si può soltanto risalire.
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